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  bazardelleparole [ Siamo isole o capocomici ]
         

IL TOCCASANA DEGLI SVOGLIATI...
 
... è un progetto ideato da alcune persone che hanno intrapreso un viaggio nel mondo della Comunicazione, scoprendo,
che c'è una guerra in corso - potremmo chiamarla la guerra dei Media - guerra di cui noi siamo i bersagli, e non sempre molto consapevoli; guerra che fa sì che alla lunga si diventi SVOGLIATI, ma non perchè di pigra costituzione; o in quanto disamorati della vita; o perché fannulloni di natura; o per via che siamo svigoriti dalle innumerevoli polluzioni notturne. No, tutt'altro!!!
il toccasana degli svogliati è dialogo, colloquio, discorso alterno di due o più persone; è il contrario dello Spettacolo 

 



E li uomini in universali iudicano più alli occhi che alle mani; perché tocca a vedere a ognuno a sentire a pochi. Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se' (…)Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno laudati; perché il vulgo ne va sempre preso con quello che pare e con lo evento della cosa, e nel mondo non è se non vulgo.

Niccolò Machiavelli



Io sono un cavallo… di Jean Arp

viaggio in un treno

pieno zeppo

nel mio scompartimento

ogni posto è occupato da una donna

che tiene un uomo sulle ginocchia

l’aria è calda insopportabilmente

c’è un’atmosfera tropicale

tutti i viaggiatori

hanno una fame gigantesca

mangian di continuo

gemono gli uomini ad un tratto

chiedono il seno

chiedono il latte

vogliono tettare

alle donne sbottonano il corsetto

prendon la mammella

e del buon latte fresco si concedono

io solo non tetto nessuno

e nessuno mi tetta

nessuno sui ginocchi mi ha cullato

perché sono un cavallo

dritto e grande son seduto

sopra i miei posteriori

sul sedile ferroviario

con gli anteriori

comodamente sto appoggiato

hiihiihii nitrisco con vigore

brillano al mio petto

i sei bottoni del sex-appeal

bene allineati

come i bottoni luccicanti di una uniforme

oh com’è piccolo il mondo

oh come sono grandi le ciliegie.



Ho visto più o meno

Tutte le plastiche al naso

I denti finti

E le tette al silly - cone

Che potevo vedere

E adesso ritorno

Dalla mia donna naturale

11/23/81

Los Angeles, Ca.

sam shepard





Posta del cuore

Cercasi aquila di mare, amichevole ma reclusa e asociale.

Astinente, chiacchierone, instancabile, non zelante, spiritualmente intenso, impercettibilmente estatico… cerca falena della stessa specie per seduzione telefonica, viaggi vivificanti e turbinio permanente intorno alla fiamma. Foto non richiesta. Età senza importanza. Vocazioni non competitive prese in considerazione. Pregasi fornire cassetta di conversazione. Prova notarile vocazione non maritale; referenze consistenza vocale. Itinerario e ricevute dei voli riusciti fuori dalla città. Sotto il sigillo del segreto, sgualdrine astenersi. Incontri per candidate promettenti da indirizzare a…





C'era una volta un asino, un gran lavoratore, che faticava senza sosta dall'alba al tramonto. Un giorno le sue forze cominciarono piano piano ad abbandonarlo e lui rendeva sempre di meno, così che il padrone decise di liberarsene. Pur di scampare alla morte, l'asino fuggì e prese la strada per la città di Brema. "Posso sempre diventare musicante nella banda municipale di Brema" pensava.
1.(continua)



Cammina cammina, incontrò un cane da caccia disteso in un fosse, che ansimava come se avesse corso fino all'estremo delle forze. "Perché sbuffi a quel modo?" gli chiese l'asino. "Perché sono vecchio" spiegò il cane "e divento ogni giorno più debole. Il mio padrone stava per uccidermi, e così sono scappato via". "Ascolta me" disse l'asino "io sto andando a Brema per entrare nella Banda Municipale. Perché non vieni anche tu? Io suonerò il liuto. Tu potresti suonare il tamburo". Il cane pensò: "Che idea!" e fu così che i due continuarono la strada insieme.

2. (continua)





Un po' più in là s'imbatterono in un gatto seduto sul ciglio della strada. Era così malconcio che a guardarlo ti veniva malinconia, come quando piove per tre giorni di fila. "Che ti succede, vecchio mio?" chiese l'asino.

"Lascia che te lo dica: non è mica uno scherzo quando ti vogliono fare la pelle!" rispose il gatto. "Sto invecchiando, i miei denti non sono più affilati come un tempo e poi preferisco star accovacciato vicino al fuoco a sonnecchiare piuttosto che dar la caccia ai topi. Per questo la padrona voleva annegarmi. Me la sono data a gambe giusto in tempo, ma adesso non so proprio che fare né dove andare". "Vieni a Brema con noi! Di serenate te ne intendi, potresti diventare un buon musicante". Il gatto pensò che l'idea non era poi tanto male e s'incamminò con loro.

3. (continua)




Durante il viaggio, i tre fuggiaschi passarono davanti ad una fattoria. C'era un gallo seduto sullo steccato, che cantava a squarciagola. "Il tuo canto mi stordisce" osservò l'asino. "Che ti piglia?". "Viene gente a cena domenica, che è domani, e la moglie del contadino ha ordinato alla cuoca di metterci me, nel brodo. Mi taglieranno la testa proprio stasera. Perciò canto fin che posso!".
"Ascolta me" gli disse l'asino "non ti conviene scappare con noi? Siamo diretti a Brema e vedrai che qualsiasi posto è meglio della pentola. Tu hai una gran bella voce e, se suoniamo insieme, sentirai che concerto!". Al gallo piacque assai il consiglio dell'asino e così continuarono la strada tutti e quattro insieme.
4. (continua)


































































































13 luglio 2017

Bevo jagermeister perché a forza di mandar giù neurolettici... non riesco più a masticare a deglutire a inghittire e. MI SPUNTA UN BOLO IN BOCCA!!

e' SEMPRE STATO UN LUOGO COMUNE che non è una buona cosa mettersi nelle mani di uno psichiatra... Questo luogo comune sembra essere la vera storia della psichiatria e dello psichiatra. Visti i rusultati ottenuti dalle istituzioni psichiatriche, fuori dai luoghi comuni, NON E' PROPRIO IL CASO DI METTERSI NELLE MANI DELLO PSICHIATRA.  




2 dicembre 2016

Bevo jagermeister perché... i cloni mi sono sempre stati nelle palle... l'ospite della casa di cura dove lavoro dice che noi operatori siamo dei cloni... entità aliene che pasturiamo nel suo cervello... aiuto!!

           

se avessi un piccolo clone di te stesso da allevare, quale strategia pedagogica adotteresti? calci in culo e passi ben distesi... dico bene??




29 ottobre 2016

Bevo jagermeister perché... di che cosa parliamo quando parliamo d'amore, quando parliamo di salute mentale, quando parliamo di un saporito maiale...

 

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Essere grandi sulla carta, o alla carta, o a carte non è la stessa cosa di essere GRANDI SULLA SALUTE MENTALE, io credo, I believe. Ora, l'amore, vabene, vabbene, ma gli affari sono affari... o no? le multinazionale del farmacacao, per esempio, sono affetto, amore cura o che cosa... sono businnes, o no? e allora? meglio tornare a suonare il piano... suonala ancora sam...




27 ottobre 2016

Bevo jagermeister perché non ho mai capito che cosa sia e come sia fatta una pietra angolare

THE STONE WHICH THE BUILDERS REFUSED IS BECOME THE HEAD STONE OF THE CORNER

LA PIETRA CHE GLI EDIFICATORI AVEVANO RIGETTATA E' DIVENUTA LA PIETRA ANGOLARE. salmo 118-22

il tutto per dire che: la persona da assistere cessa di essere centro di costo e diventa soggetto economico attivo. Occorre ripartire dalla responsabilità collettiva, secondo un principio di cogestione pubblico privato della parte in carico e delle capacità di risposta inesplorate e inutilizzate dalle comunità locali.

ANGELO RIGHETTI.




19 settembre 2016

Bevo jagermeister seduto sulla riva del fiume aspettando che pasi il cadavere del comandante del dipartimento brindando alla sua dipartita

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Mi piace parlare di calcio al telefono fisso con mia sorella, oppure sparlare di Angelo Cassin, direttore del Dipartimento di Salute mentale... il giovane vecchio colle scarpe da tennis... mi ha rotto le palle




12 maggio 2016

Bevo jagermeister perché... hai presente l'urlo di ginsberg; è un urlo ma può anche diventare ululato, ululare alla luna ai propri alluci, all'allocco che siamo sempre stati... ma i bracchetti, ululano? non suoneranno mica il banjo!!

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14 aprile 2016

Bevo jagermeister perché la politicizzazione è quello che ci serve per tirare avanti nella vita!

POLITICIZZARE... sul modello dell'inglese to politicize (1950); dare carattere politico, politicizzare l'arte, il cannocchiale, la piattaforma cannocchialesca, rendere politicamente consapevole, politicizzare il culo degli operai, il clero pederasta, la salute mentale, la psichiatria, la sociologia che tutte se le porta via; politicizzare il palazzi folena, il folena palazzi, il palazzo delle folene... da cui poi, associo ecc.




18 gennaio 2016

Bevo jagermeister perché... CONSULENZA PSICHIATRICA, IL DOTTORE RICEVE... dimenticav: centesimi 5

            chioschi




28 novembre 2015

Bevo jagermeister perché il metodo è tutto, e anche la durata, per non parlare delle destinatarie e dei destinatari

           

 Volentieri

 

... di buono in voglia... accettando e consentendo con piacere...

Pranzi con me?...

volentieri, spesso e volentieri; molto spesso, agevolmente e facilmente...

Il fuoco attacca volentieri il legno; il legno non attacca e neanche si difende; più che attaccare incide e viene inciso

l'incidente attacca volentieri l'automobile...

Vieni a letto con me?

il letto attacca volentieri gli amanti / gli amanti si attaccano volentieri al letto / il salmone con maionese alletta di buona voglia il pitocco ebreo, il morto di fame, il coltello senza lama a cui manco solo il manico...

Il fuoco attacca  facilmente non soltanto il legno, ma pure il corpo morto, il signor cadavere... per non parlare del corpo e basta, quello vivo...

Muori con me?

spesso e volentieri... agevolmente

Agevolmente?

direi... facilmente; piuttosto facilmente.

(riassumendo)

il fuoco attacca il legno volentieri; il volgarizzato attacca volentieri il volgarizzatore al quale dia di volta il cervello; il pazzo attacca volentieri il proprio cazzo, il mazzo, il lazzo, la bazzica e il bazzicare di re Bazza di Tordo.




21 aprile 2015

Bevo jagermeister perché... mi fa riluttare

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conosco uno psichiatra, autore di 2 bei libri: la fabbrica della cura mentale; e il manicomio chimico, edizioni eleuthera... che si definisce "Psichiatra Riluttante". Ora, riluttante sta per renitente, ritroso, uno a cui ripugna, fa schifo fare quello che fa; uno che recalcitra, che è restio, refrattario... ma anche contrastare, ed è la definizione che amo di più: uno che contrasta, che si oppone, che resiste... e alla vigilia del 70° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo penso che il resistere l'opporsi il contrastare sia proprio la definizione migliore. Non so perché, ma riluttante proprio non mi va giù come un cibo che non riesci a digerire che nonvada né su né giù; forse perché riluttare è così vicino a ruttare? Ho finito... ah! dimenticavo...

Per piacere, prendi un numero!! 



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